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In Italia metà della produzione agricola e il 60% del valore economico complessivo dei prodotti agricoli derivano da circa il 20% di superficie su cui si effettua l’irrigazione. Dunque, considerata la scarsità di risorse idriche, la sostenibilità dell’attività agricola deve essere migliorata mediante tecniche irrigue che favoriscano il risparmio idrico e incrementino l’efficienza d’uso dell’acqua.

Tra le tecniche irrigue risulta particolarmente efficace la microirrigazione (irrigazione localizzata con ali gocciolanti), la cui adozione consente inoltre di effettuare la fertirrigazione, che permette la distribuzione frazionata dei nutrienti in accordo con lo sviluppo della coltura e limita la loro dispersione nell’ambiente. Tuttavia, questo metodo irriguo risulta essere più costoso rispetto ad altri e la sua applicazione deve essere valutata in relazione alle diverse situazioni aziendali.

Vediamo nel dettaglio l’incidenza economica di differenti metodi irrigui adottabili su mais. Nella valutazione, effettuata anche intervistando aziende operanti nel settore dell’irrigazione, i costi della microirrigazione sono stati comparati con quelli dell’irrigazione per aspersione mediante pivot o con l’irrigatore gigante semovente.

A tal fine, si è ipotizzato un impianto irriguo su un appezzamento di 4,5 ha, con fronte di 150 m e lunghezza di 300 m.

I costi energetici, considerando il costo del gasolio pari a 0,78 euro/ha, sono stati invece dedotti a partire dalle ore di funzionamento dell’impianto, necessarie per soddisfare le esigenze irrigue di un anno medio. Queste sono state calcolate realizzando un bilancio idrico a partire dai dati meteorologici delle località ospitanti le sperimentazioni, nel periodo compreso tra il 2000 e il 2015. L’apporto idrico medio è stato dunque assunto pari a 305 mm. La stima è stata effettuata considerando nulli i costi dell’acqua e della manodopera. L’impiego del pivot è risultato il metodo irriguo più economico, nonostante i costi iniziali nettamente superiori alle altre tecniche (tabella).

L’irrigatore gigante semovente (rotolone) presenta invece i costi di esercizio più elevati, per la maggior incidenza dei costi energetici legati alla necessità di operare a pressioni superiori. La microirrigazione con ala gocciolante comporta invece costi molto più elevati. La spesa per la necessaria sostituzione annuale dell’ala gocciolante è infatti superiore alla riduzione dei costi energetici per le limitate pressioni di esercizio.

La valutazione economica ha tuttavia trascurato il costo dell’acqua. In accordo a quanto riportato da Mantovi e Bonazzi (2009), questo si ripercuote negativamente sulle tecniche irrigue caratterizzate da una minore efficienza, che richiedono dunque volumi di adacquamento superiori. Il costo della manodopera accresce invece i costi dei metodi di irrigazione dove è necessaria la presenza dell’operatore per l’installazione e rimozione dell’impianto o per la gestione dell’intervento irriguo.



Riferimenti bibliografici

• Berruto R., Busato P., Ghiotti G., Landorno F., Sacco D., Sanino N., Remogna E., Maccanti E., Grignani C. (2008) - Irrigare il mais: efficienza d’uso, consumi energetici, risparmio idrico. Schede di Assistenza Tecnica - Supplemento al n. 62 di Quaderni della Regione Piemonte - Agricoltura.

• Mantovi P., Bonazzi G. (2009) - Migliori tecniche disponibili nella fertirrigazione. L’Informatore Agrario, 14: 40-42.



Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 12/2017 a pag. 48

Mais in microirrigazione: rese e costi a confronto

di E. Cordero, M. Blandino, E. Remogna, A. Pilati, M. Gilardi




Tecniche di irrigazione del mais, costi a confronto